Lo stile Luigi XIV. Perché il Re Sole è diventato un’icona di design

Forme massicce, imponenti, ingombranti e sontuosamente decorate per celebrare il fasto e la grandezza del suo regno: queste le caratteristiche degli arredi realizzati durante la reggenza di Luigi XIV.

Il periodo è quello a cavallo tra il Seicento ed il Settecento e lo stile che il Re Sole imprime sui mobili, sull’arte, sull’architettura ed anche sull’abbigliamento e le usanze dell’aristocrazia che invitava nella sua reggia di Versaille caratterizzerà in modo profondo tutto il suo regno, diffondendosi in tutta Europa.

Per rendere ancor più forte l’impronta della Francia e soprattutto del suo regno sugli altri paesi europei, Luigi XIV arricchisce infatti l’arredamento di stile barocco italiano, francese e fiammingo con forme e decorazioni che si rifanno alla classicità, fino ad arrivare a definire un suo stile personale, da lui direttamente controllato e reso ufficiale con l’istituzione di una vera e propria fabbrica di stato, la Manufacture royale des meubles de la couronne, centro direttivo della produzione degli arredi di tutta la nobilità francese, creata da Jean-Baptiste Colbert e diretta dal pittore Charles Le Brun.

Lo stile andò uniformandosi con arredi dalle forme sempre più ricercate, realizzate in legni pregiati e con esuberanti decorazioni in pietre dure e metalli preziosi. Personaggio di rilievo nella realizzazione delle decorazioni in stile Luigi XIV, l’ebanista André Charles Boulle, grazie soprattutto alla sua originale idea di intarsi e impiallacciature con lamine di metalli preziosi e in tartaruga, madreperla ed osso, utilizzati in special modo per la decorazione degli scrittoi.

L’arredamento andò a impreziosirsi man mano, introducendo l’uso della lacca ed elementi dell’arte orientale, ottenuti anche importando mobili dall’Estremo Oriente per poi smembrarli e rifarne di nuovi. E così: consoles a muro a due gambe in legno dorato, imponenti specchiere, grandi tavoli intarsiati con gambe ricurve, sedie e poltrone dall’alto schienale e piedi a zampa di leone, con braccioli incurvati che terminavano con una voluta, grandiosi lampadari di cristallo, il diffusissimo commode, il cassettone dalla forma compatta e squadrata con piano di marmo e cassetti intarsiati che veniva esibito sia nelle camere da letto che nei saloni. Ed ancora: le lit de répos, una poltrona allungata dotata di otto gambe, e ricchi ed elaborati letti a baldacchino…

Uno stile sfarzoso, certamente. Esagerato. Ma anche originale e autonomo, proprio come il Re Sole voleva. E che, al di là del gusto, ha reso indubbiamente riconoscibile il suo esclusivo design in tutto il mondo.