Arredamento contract: qual è il servizio offerto e chi ne usufruisce

Il termine contract, associato al settore dell’arredamento, identifica un microcosmo professionale abbastanza ampio e articolato. Il suo significato non riguarda solo la vendita di mobili in senso stretto ma si riferisce ad una prestazione molto più complessa. Al soggetto contractor, su disposizioni del committente, viene affidata la completa impostazione e realizzazione strutturale di un ambiente, curandone sia l’esterno che l’interno, dalla progettazione alla posa in opera.

I lavori in questione possono essere edili, architettonici, impiantistici e di interior design.

Ecco di cosa parleremo:

Aziende contract arredamento: da venditori di prodotti a fornitori di servizi

Dai primi elementi di orientamento di una materia complessa e sfaccettata appare chiaro che questo tipo di attività va molto al di là della vendita di una merce, trattando la fornitura di servizi in piena regola. Si passa quindi dal prodotto al processo, per cui il ruolo del contractor comincia dalla consulenza iniziale, attraversando la fase di progettazione, realizzazione, consegna chiavi in mano e continua anche con l’assistenza post vendita. Le soluzioni messe in campo sono quasi sempre su misura o customizzate, per specifici comparti o layout che non richiedono particolari personalizzazioni.

Gli ambiti professionali comprendono diversi tipi di settori:

  • Ho.Re.Ca. Contract arredamento alberghiero, bar, locali e strutture ricettive in genere.
  • Residenziale. Ville, complessi residenziali, appartamenti, edilizia sostenibile.
  • Commerciale. Negozi, punti vendita, grande distribuzione.
  • Nautico. Imbarcazioni di lusso, yacht, navi da crociera.
  • Aziendale. Uffici, studi professionali.
  • Fieristico. Stand, mostre, eventi promozionali.
  • Aree e pubbliche e private. Banche, università, musei, ospedali, strutture a larga utenza.

Definire uno spazio in maniera funzionale, rispettando le esigenze logistiche, tecniche, commerciali ed estetiche del cliente è quindi una catena di operazioni che implica un ampio ruolo di project management. Altro aspetto da non trascurare è senza dubbio la creatività che si esprime nel saper tradurre in azioni concrete le idee dei soggetti che affidano le varie commesse. Ciò comprende sia la ristrutturazione completa che il riadattamento di vecchi elementi d’arredo integrandoli con nuovi componenti, e dando vita a configurazioni efficienti ed efficaci.

Tutti gli interlocutori nell’arredamento contract

General Contractor. Prende in carico la commessa curando la costruzione dell’opera da zero. Il soggetto in questione definisce budget, aspetti pratici e tecnici, usufruendo di partner quali: altri fornitori di servizi in subappalto, studi di architettura e ingegneria, designer, imprese artigiane, ecc. Il general contractor vigila sull’esecuzione dei lavori nei termini stabiliti e garantisce la consegna entro margini fissati e secondo specifiche concordate con il cliente.

Interior Contractor. Il suo campo d’azione è la realizzazione strutturale interna degli ambienti, dai lavori edili all’installazione degli arredi, fino all’illuminazione e agli accessori. Gli interior contractor si dividono a loro volta in tre sottocategorie:

Fit out contractor. Cura le finiture, le pavimentazioni, i rivestimenti, e che ha specifici rapporti con l’architetto scelto dal general contractor.

FF&E (Furniture, Fictures and Equipment). Procura attrezzature non permanenti come decorazioni, accessori, complementi d’arredo, ecc.

OS&E( Operating Supplies & Equipment). Consegna oggettistica varia con il logo del committente/gestore. Nel caso dell’arredamento contract hotel gli articoli in oggetto sono ad esempio: la biancheria con le iniziali dell’albergo, i gadget personalizzati con il marchio, ecc.

Contract arredamento: cambiare la prospettiva per cogliere un’opportunità di business

Il contract per certi versi è l’evoluzione naturale del comparto retail al dettaglio che per reagire alla crisi e al calo del volume d’affari si è sviluppata verso un mercato più ampio. Ciò ha voluto dire abbracciare una nuova dimensione del business, che dentro di sé racchiude sicuramente molte criticità ancora da risolvere, ma al contempo anche enormi opportunità di crescita. Coordinare così tante attività insieme, cercando di mantenersi entro precisi costi e rispettando le scadenze, rappresenta ogni volta un sfida con notevoli rischi.

Il pericolo è mancare il bersaglio, di poco o di molto, mettendo a repentaglio risorse finanziarie, umane e reputazione. Tra i problemi i più frequenti che si possono incontrare lungo il percorso vi è la difficoltà di controllo di ogni singolo passaggio, la vigilanza sui costi sommersi, la logistica, e il rispetto delle tempistiche in agenda da parte di tutti gli attori coinvolti. L’errore o lo slittamento nel cronoprogramma di una singola divisione si può tradurre in un danno per tutta la filiera organizzativa.

Da questo punto di vista l’unica strategia valida per mettersi al riparo da possibili disguidi è investire sulla competenza, sulla tecnologia, sull’ottimizzazione dei processi e sull’innovazione. Il contract è per le imprese, piccole, medie o grandi che siano, una rivoluzione di tipo culturale che impone adattamento al cambiamento e rapido apprendimento in corso d’opera. Si tratta di un territorio a tratti inesplorato, dove vere e proprie mappe non esistono, ma anzi vengono scritte sul campo. Migliorare la qualità dell’offerta passa anche per l’eco-sostenibilità, per la sperimentazione materica e la promozione del made in Italy nel segno di quella sana competitività che muove cervelli senza farli fuggire.

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